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lunedì 25 aprile 2011

Hermann Hesse


Hermann Hesse


Strano,vagare nella nebbia!
E' solo ogni cespuglio ed ogni pietra 
Nessun albero vede l'altro,
Ognuno è solo.

Pieno di amici era per me il mondo,
Quando la mia vita era ancora luminosa;
Adesso che la nebbia cala,
Nessuno si vede più.

In verità,nessuno è saggio 
Se non conosce il buio,
Che piano ed inesorabilmente 
Da tutti lo separa.

Strano vagare nella nebbia!
Vivere è solitudine,
Ognuno è solo

~Se tracci col gesso una riga sul pavimento,
è altrettanto difficile camminarci sopra che avanzare sulla più sottile delle funi.
Eppure chiunque ci riesce tranquillamente perché non è pericoloso.
Se fai finta che la fune non è altro che un disegno
fatto col gesso e l'aria intorno è il pavimento, riesci a procedere sicuro su tutte le funi.
Ciò che conta è tutto dentro di noi; fuori nessuno può aiutarci.
Non essere in guerra con te stesso: così... tutto diventa
possibile, non solo camminare su una fune, ma anche volare.

~ Hermann Hesse 
« Un orologio rotto segna sempre l'ora giusta. Due volte al giorno.  »
(Hermann Hesse)

Hermann Hesse (Calw, 2 luglio 1877Montagnola, 9 agosto 1962) è stato uno scrittore, poeta e pittore tedesco naturalizzato svizzero. Ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1946.
La sua produzione, in versi ed in prosa, è vastissima e conta quindici raccolte di poesie e trentadue tra romanzi e raccolte di racconti. I suoi romanzi più famosi sono Peter Camenzind (1904), Il lupo della steppa (1927), Il gioco delle perle di vetro, (1943), Siddharta (1922), Narciso e Boccadoro (1930), Demian (1919).
I suoi lavori rispecchiano il suo interesse per l'esistenzialismo, lo spiritualismo, il misticismo, non meno della filosofia indù e buddhista.


 Biografia



Hesse nel 1946 (Premio Nobel)

Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1946
Casa natale di Hesse
Hesse nacque il 2 luglio del 1877 a Calw, un paese della Svevia, nel Baden-Württemberg, Germania. Suo nonno era un famoso missionario, Hermann Gundert. Analogamente suo padre, Johannes, era stato un missionario pietista in India, e quando tornò in Germania continuò a lavorare nel ministero. Sua madre, Marie, era l’assistente di suo padre. Gestiva la Calw Publishing House, una delle più importanti case editrici pietiste d’Europa. Entrambi i suoi genitori erano molto religiosi e si dedicavano completamente alle loro credenze, anche se non erano propriamente settari.

 Gli anni giovanili

Hermann trascorse l'infanzia fra Basilea, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1880, e Calw. Per Hesse il clima familiare pietista si rivelò troppo rigido e oppressivo. Nel 1890 fu mandato dai genitori in una scuola privata a Göppingen, un altro paese della Svevia, dove potesse essere preparato agli esami di ammissione di una delle scuole protestanti più illustri della regione. Amesso quindi agli studi teologici nel seminario evangelico di Maulbronn, cominciò a soffrire di mal di testa e insonnia, finché lo abbandonò dopo una fuga e un tentativo di suicidio nel 1892, rinnegando idealmente la religione in cui era cresciuto. Fu allora condotto in una clinica per ragazzi affetti da disagi mentali, in cui trascorse mesi disperati. Per più di un anno, Hesse passò da una scuola all’altra e da una casa di cura all’altra finché i genitori non lo riportarono a Calw nel 1893.
Nei due anni successivi il suo umore sembrò migliorare. Aiutava suo padre nella Calw Publishing House, lavorava in giardino e faceva un breve apprendistato in una libreria e in un’azienda ad ore. In questo periodo Hesse, che era un lettore incallito, compose alcuni poemi e racconti, deciso a intraprendere la carriera di scrittore. Suo padre tuttavia non gli permise di lasciare la casa per inseguire le sue ambizioni. Solo nell’ottobre del 1895 gli fu concesso di iniziare un apprendistato come venditore di libri presso la Heckenbauer Bookshop, a Tubinga, una città universitaria famosa per la sua tradizione culturale.

 A Tubinga e Basilea

A Tubinga, libero dalle costrizioni familiari e dalla pressione scolastica, Hesse iniziò a seguire la sua strada di scrittore. Conobbe famosi giovani scrittori e iniziò a leggere la letteratura medievale, i romanzi tedeschi e le opere orientali. Fu durante questo periodo che pubblicò le sue prime opere come: Canti Romantici e Un'ora dopo mezzanotte.
Al pietismo dei suoi genitori in lui si sostituì intanto una nuova forma di religiosità tendente all'ascetismo. Il suo credo era quello di Novalis: «Diventare un essere umano è un’arte». Per Hesse l'arte, il compimento della soddisfazione interiore, significava connettersi con un senso profondo ed essenziale associato al termine “casa”. Questa casa però non era la casa dei suoi genitori. Era piuttosto un ritorno a qualcosa di intangibile, legato a un’intuizione, ma unico per ogni individuo. Era un ritorno e un’andata alla stesso tempo e poteva essere raggiunta solo attraverso l’arte, ovvero attraverso la faticosa formazione di se stessi.
Nel 1899 Hesse si trasferì a Basilea dove diventò assistente della libreria Reich’s Bookshop, fino al 1903. Durante questo periodo continuò la sua attività letteraria, facendo anche molte conoscenze, sebbene fosse visto dagli altri più come un solitario ed un emarginato. Nel dicembre del 1900 pubblicò Gli scritti postumi e I poemi di Hermann Lauscher, che mostravano una chiara influenza da parte di E.T.A Hoffmann e di altri scrittori romantici. Continuò a scrivere poemi e recensioni per libri, e i suoi viaggi in Italia agli inizi del nuovo secolo lo portarono a pubblicare una raccolta di poesie, saggi, ricordi intitolata Italia. L'affermazione giunse tuttavia con l'uscita del romanzo Peter Camenzind (1904), dove il protagonista rifiuta il mondo cosmopolita per dedicarsi anima e corpo all'arte.

 A Gaienhofen

Nel 1904 sposò Maria Bernoulli (1869-1963), una fotografa professionista discendente dei celebri scienziati, con la quale andò a vivere in un villaggio chiamato Gaienhofen nei pressi del lago di Costanza sul confine svizzero-tedesco. Qui entrambi speravano di trovarsi più a contatto con la natura, per dedicarsi alla scrittura, alla pittura, alla musica e alla fotografia. Purtroppo però, il tempo lì trascorso a Gaienhofen rivelò per i due notevoli difficoltà di relazione. A Gaienhofen nacquero anche i suoi tre figli, Bruno (1905), Heiner (1909) e Martin (1911).
Del 1906 è il romanzo Sotto la ruota, pieno di elementi autobiografici, nel quale Hesse rievoca il periodo tragico dei suoi studi a Maulbronn, e da lui considerato una sorta di resa dei conti verso l'educazione e il clima pedagogico da lui sofferti durante gli anni dell'adolescenza. Altre pubblicazioni furono Questa parte (1907), Vicini di casa (1908), Gertrude (1910), il volume di poemi Sotto terra (1911). Divenne l’editore di un importante magazine di cultura e di politica, März, fondato nel 1908 e scrisse numerose recensioni per alcuni giornali e riviste tedeschi.
Vinse diversi premi letterari e divenne amico di famosi scrittori, musicisti ed artisti, ma il suo matrimonio con Maria non era molto felice: lei era più grande di lui di nove anni ed era troppo autosufficiente ed indipendente da lui. Per cercare di alleviare la sua solitudine, Hesse provò il vegetarianismo, la pittura, la teosofia e le religioni indiane.

Gli anni in India

Nel 1911 si recò in viaggio a Ceylon, a Sumatra e in Malesia, alla ricerca di una pace interiore. Tuttavia, non riuscì mai a raggiungere l’India per via della dissenteria. Tornò a Gaienhofen ancora malato ed esausto. Cercando di cambiare questa situazione, nel 1912 lui e Maria decisero di trasferirsi a Berna. Sfortunatamente anche questo nuovo cambiamento non giovò alla salute di Hesse. Suo figlio Martin intanto si ammalò e nel 1914 fu portato in una casa di cura. La morte di suo padre nel 1916 gli causò un forte senso di colpa. Cominciò a separarsi da Maria, la quale stava accusando problemi mentali.
Nel 1913 aveva pubblicato il suo diario Fuori dall’India sul viaggio da lui intrapreso nel lontano Est, seguito dalla novella Rosshalde. Nel 1914 pubblicò anche un saggio provocatorio O Amico, non questi toni, un opuscolo nel quale prendeva posizione contro la guerra imminente.

La prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale coincise con una profonda crisi personale e artistica, ma allo stesso tempo gli permise di operare una svolta decisiva nella sua poetica, svolta che lo portò a scrivere Demian e, nel 1920, L'ultima estate di Klingsor. Allo scoppio della guerra si presentò come volontario al fronte ma fu riformato; pur restando sempre combattuto se dare il suo apporto come tedesco alla causa bellica, non condivideva lo spirito nazionalista dei suoi compatrioti, ma volle comunque prendere le distanze dai pacifisti allora riuniti in Svizzera. I suoi pensieri circa la guerra si ritroveranno in molte sue opere.
Per due anni si prese cura di prigionieri di guerra tedeschi a Berna. Nel 1917 per un esaurimento nervoso andò a Sonnmatt, in una casa di cura privata vicino Lucerna, dove venne sottoposto ad una terapia di elettroshock. Nella primavera del 1919 divorziò definitivamente da sua moglie e si trasferì in un villaggio di Montagnola, nella parte italiana della Svizzera e sembrò uscire dalla depressione.
Al termine del primo conflitto mondiale, durante il quale le posizioni pacifiste di Hesse erano state osteggiate dalla maggioranza dei suoi connazionali, egli sarà indotto per l'aggravarsi del suo stato di disagio interiore a ricorrere al trattamento psicoanalitico presso un allievo di Carl Gustav Jung. Nel 1919 venne pubblicato il romanzo di formazione Demian, storia di un adolescente timido aiutato nella sua crescita da un amico, e che riscosse un grande successo di pubblico. Nello stesso anno si trasferì a Montagnola, nei pressi di Lugano, in Svizzera, dove si dedicò anche alla pittura, sua seconda passione e dove ambientò L'ultima estate di Klingsor.

 A Montagnola

Fu dopo la sua ritirata a Montagnola che Hesse cominciò a sentire di essere abbastanza distaccato da potersi interessare ai problemi politici e sociali. Non fu mai incline all’allineare se stesso con una particolare ideologia; era ancora un cercatore: un artista alla ricerca di se stesso.
Hesse si era definitivamente distaccato dalla sua educazione borghese, perché era stato fortemente influenzato da Nietzsche, dai romantici tedeschi e dalle religioni orientali. Cercò in questo periodo di combinare questi fili di pensiero nella sua filosofia esistenzialista, che si occupavano di trovare la strada per casa e di scoprire il divino nella natura essenziale di ogni individuo.
Nel 1922 vide la luce una delle sue opere più importanti e intense: Siddharta, frutto del suo viaggio in India e del suo interessamento alla cultura orientale, che lo portò ad avvicinarsi alla spiritualità buddhista e induista.

 Gli anni '20

Gli anni ’20 furono ancora tumultuosi per Hesse. Nel 1923 ricevette la cittadinanza svizzera, anche per via della critica negativa verso di lui della stampa tedesca. In questo stesso anno divorziò anche da Maria.
Le seconde nozze furono la conseguenza di un'infatuazione per la cantante Ruth Wenger, più giovane di vent'anni: i due rimasero separati per la maggior parte del matrimonio, comunque di breve durata. La crisi emotiva che travolse Hesse fu riflessa nel romanzo Il lupo della steppa del 1927. Come il protagonista, Hesse dopo essere stato colpito da una crisi psicologica, accompagnata da un oppressivo pensiero di morte, prese una decisione cosciente di superare la sua depressione e la sua natura introversa cominciando a frequentare le taverne, le sale da ballo e i luoghi più famosi di Zurigo e Berna, dove non aveva finora mai trascorso molto tempo. In questo periodo incontrò Ninon Dolbin Ausländer, una storica dell’arte, che iniziò a vivere con lui dal 1928. Ninon influenzò molto Hesse con il suo temperamento.
Nel 1930 scrisse Narciso e Boccadoro, storia di un'amicizia ambientata nel Medioevo cristiano, alla cui religiosità Hesse rimase sempre particolarmente sensibile. Del 1932 è Il viaggio verso l’Est. Iniziò allora il suo ultimo capolavoro, Il gioco delle perle di vetro, che lo impegnò per dieci anni. Sebbene Hesse avesse sempre amato viaggiare, leggere e visitare città svizzere come Berna e Basilea, sentì gran piacere nella sua grande casa a Montagnola.

La vita ritirata e il premio Nobel

Con Ninon Dolbin Ausländer avvenne il suo terzo e ultimo matrimonio nel 1931 (la moglie venne citata nel volume Il pellegrinaggio in Oriente), la quale gli resterà accanto sino alla morte. Durante i successivi dodici anni abbandonò raramente la sua vita ritirata, dove seguì un set di routine con Ninon. La mattina e il pomeriggio si dedicavano alla pittura, al giardinaggio e alla corrispondenza, mentre la sera lui leggeva e scriveva. Durante gli anni Hesse era diventato un rispettato pittore di acquarelli e aveva anche dipinto alcuni dei suoi libri. Continuò a sviluppare il suo talento come pittore tra gli anni ’30 e gli anni ’40.
Sotto il regime nazista, i suoi scritti trovarono atipici estimatori: il ministro tedesco per la propaganda Joseph Goebbels inizialmente difese le sue opere. Tuttavia, nel momento in cui avanzò la richiesta di non censurare le parti del libro Narciso e Boccadoro in cui si trattava di pogrom, Hesse si ritrovò nelle liste di proscrizione naziste. Durante la seconda guerra mondiale ospitò nella sua casa di Montagnola intellettuali costretti all'emigrazione.
Egli era fermamente convinto che l’artista non potesse in alcun modo cambiare la società, e che la politica potesse rovinare la prospettiva dell’artista, forse addirittura distruggendolo. Il ruolo dell’artista era quindi quello di rimanere devoto alla propria arte e di non essere influenzato dalle ideologie né di destra né di sinistra. Nelle sue lettere private e nelle recensioni che scrisse per vari giornali svizzeri e svedesi traspare comunque la sua posizione contraria al Nazismo. Questi punti di vista e molte altre riflessioni sull’arte e sull’educazione erano incorporati ne Il gioco delle perle di vetro, che fu pubblicato prima a Zurigo nel 1943 e in seguito in Germania nel 1946. Doveva essere il suo ultimo romanzo, che contribuì notevolmente a fargli conferire nel 1946 il premio Nobel per la letteratura.

 Il dopo guerra

Dopo la seconda guerra mondiale, la stessa produttività artistica di Hesse diminuì di scelta stilistica e tematica. Preferì trascorrere il suo tempo rispondendo alle richieste provenienti dal mondo esterno mentre cercava di condurre una vita privata “normale”. Dopo il 1945 Hesse divenne improvvisamente famoso e fu scovato dai critici, dai media e dalla società letteraria, senza menzionare i numerosi amici che ora potevano liberamente viaggiare per tutta l’Europa. Non poté però nemmeno evitare le controversie. Prima venne un periodo difficile nel quale sembrava che le sue opere potessero essere bandite dalle forze occupanti americane, semplicemente perché non erano state bandite dai nazisti. Questa censura non sopravvenne mai e Hesse scrisse numerosi saggi politici sulla necessità di una rigenerazione morale in Germania e di un superamento della mentalità militaristica. Quattro dei suoi saggi più importanti dell’immediato dopoguerra furono pubblicati in seguito nella raccolta Guerra e Pace del 1949. Hesse aveva sempre temuto che i suoi ammonimenti non sarebbero mai stati presi sul serio in Germania. Tuttavia, immediatamente dopo la guerra, fu veramente deluso ed amareggiato dalla continuazione di alcune forme di fascismo e materialismo per tutta Europa e dalle controversie con le autorità alleate, che gli logorarono i nervi. Anche se ricevette il premio Goethe nel 1946, seguito dal premio Nobel, sempre nel 1946, divenne così depresso che si ritirò di nuovo in una casa di cura. Solo nel marzo del 1947 si sentì abbastanza in salute da ritornare a Montagnola, dove trascorse i suoi ultimi quindici anni di vita, seguiti dalla sua ricerca artistica e dalla cura per la sua fragile salute. Sebbene molti scrittori, politici e amici lo invitarono ad avere un ruolo attivo in politica nel nome della pace, Hesse continuò a rifiutare di impegnarsi in alcuna delle due parti politiche, in alcuno dei paesi e in alcuna delle ideologie. Nelle recensioni, nei saggi e nelle lettere scrisse a proposito del pericolo del capitalismo americano in Europa, che lui definiva l’americanizzazione dell’Europa, e del totalitarismo dell’unione sovietica. Era chiaro che il suo non-coinvolgimento avesse a che fare con la “politica” della non-violenza. Hesse rifiutò di compromettere la sua integrità o di supportare le cause che potevano essere manipolate da una fine nefasta. Per lui veniva prima l’umanità, non un partito politico o tanto meno un movimento politico e credeva che la pace sarebbe potuta essere raggiunta solo se fosse stata data libertà alle persone, con la quale avrebbero realizzato le loro spinte umanitarie.

 Gli ultimi anni

Come si ampliò la guerra fredda negli anni '50, Hesse si ritirò dalla scena pubblica e tenne per sé le proprie opinioni. Fatta eccezione per la scrittura di brevi racconti, trascorse le sue giornate dipingendo, scrivendo lettere e combattendo contro varie malattie. Soffriva continuamente di periodici attacchi di depressione e di spossatezza fisica. Dopo il 1950, la sua vista cominciò ad indebolirsi e nel 1955 le cattive condizioni cardiache gli impedirono di lasciare Montagnola. Fu proprio in questo periodo che i dottori scoprirono che era malato di leucemia, i cui sintomi si intensificarono verso la fine del 1961. Grazie alle trasfusioni di sangue poté tuttavia vivere ancora fino all'8 agosto del 1962. A Montagnola nella villa Camuzzi accanto alla casa dove visse, attualmente è allestito il Museo Hesse a lui dedicato. Gli è stato pure intitolato un sentiero didattico rievocativo che conduce ad Agra. Nel cimitero di Gentilino si può visitare la sua tomba.

 Hermann Hesse nei media

Lo scrittore è stato citato nella canzone Canzone dell'Irlanda occidentale della band folk Rein
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